Pubblicato sul sito Musée national Fernand Léger
Dall’ottobre 2024 è stato avviato un importante progetto di restauro del mosaico sulla facciata ovest dell’edificio, al fine di garantirne la conservazione sostenibile. L’opera è stata realizzata nel 1989-1990 dalla mosaicista Heidi Melano basandosi su un gigantesco dipinto che l’artista aveva dipinto nel 1951 per il padiglione francese alla Triennale di Milano.
Incontro con Stefano Marini, direttore dei lavori e restauratore specializzato in opere in pietra:
Puoi raccontarci quali sono le ragioni principali delle modifiche apportate a questo monumentale mosaico?
SM – Davvero monumentale! L’opera è composta da un unico pannello alto 12 metri e lungo 25, che ricopre una superficie di 300 m². È uno dei mosaici più grandi al mondo!
Già nel 1992 si osservarono cadute di tessere e fessurazioni orizzontali sulla superficie, in particolare nella parte superiore del muro. Questi disordini sono dovuti a problemi strutturali, risalenti alla costruzione dell’edificio, legati alla struttura in calcestruzzo su cui è posato il mosaico.
Grazie a successivi studi tecnici e rilievi effettuati nel 2023 e nel 2024, abbiamo una migliore comprensione delle fragilità di questa struttura, progettata, in alcuni punti, in cemento armato e, in altri, con semplici blocchi di calcestruzzo sigillati con malta cementizia. È a livello di questa malta che si trovano le fratture più profonde.
Se a ciò si aggiungono le variazioni termiche e le infiltrazioni d’acqua, si hanno tutti gli ingredienti che favoriscono il progressivo degrado del mosaico.
Pertanto, tra il 1998 e il 2016 sono state effettuate diverse campagne di manutenzione, ma si è rivelato necessario un restauro più approfondito e, soprattutto, più duraturo.
Una delle nostre priorità è quindi consolidare l’intera struttura creando nuovi giunti di dilatazione, che consentano all’edificio di muoversi senza crepe. Una volta stabilizzato l’edificio, è ora possibile ripristinare la brillantezza dei colori degli arredi!
Quanto pensi che durerà questo restauro?
SM – Il più a lungo possibile! Il nostro dovere è correggere il più possibile le anomalie esistenti, mantenendo al contempo la reversibilità dei nostri interventi. Grazie ai progressi della conoscenza, le tecniche utilizzate dai restauratori di domani saranno diverse dalle nostre di oggi
Qual è stato il tuo percorso per diventare restauratore di beni culturali?
SM – Sono un restauratore e ingegnere, lavoro in uno studio di progettazione specializzato nella conservazione di opere lapidee. Ho conseguito la laurea in petrografia (scienza delle rocce) applicata ai beni culturali presso la Facoltà di Geologia di Roma.
Ho avuto l’opportunità di collaborare a grandi progetti in Francia: dopo l’incendio di Notre-Dame de Paris nel 2019, ho partecipato al restauro degli altari della cattedrale. E dal 2023 sono a Biot, dove i miei incontri e le discussioni con Julie Guttierez, la curatrice del museo, e con tutto il team sono stati molto arricchenti!
Responsabile del progetto:
- Antoine Madelénat, architetto capo dei monumenti storici
Restauratori della facciata e del mosaico:
- – Atelier Morisse Marini, in collaborazione con Stéphane LOGEL (BPE) e il signor Erwan Queffelec (i2C bet).
- – Atelier Musivaria: Silvia ANGELETTI & Donatella GARABELLO, mosaiciste
- – ElleAZ: Laura ZINI, artigiana scalpellina, consulente

