Ponte Vecchio: al via il primo grande restauro della sua storia
Pubblicato in QA – Turismo Cultura & Arte. Autore | 27 Mag 2026 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela
Dopo quasi settecento anni e numerosi rifacimenti parziali, il simbolo di Firenze è oggetto per la prima volta di un intervento conservativo organico. I lavori, finanziati con 1,6 milioni di euro, partiranno dagli elementi strutturali a contatto con l’Arno per estendersi progressivamente all’intera superficie del ponte.
Sette secoli senza un restauro
Aveva resistito alle piene medievali, alla distruzione dell’alluvione del 1333, ai bombardamenti tedeschi del 1944 e all’inondazione del 1966. Eppure, nei quasi settecento anni trascorsi dalla sua ricostruzione, Ponte Vecchio non aveva mai ricevuto un restauro conservativo organico. Rifacimenti, consolidamenti, interventi puntuali: sì. Un’operazione sistematica di pulitura e valorizzazione estetica: mai. Fino ad ora.
Dal 25 maggio 2026 è iniziato quello che il Comune di Firenze definisce il primo grande restauro della storia del ponte. Un intervento atteso, necessario e, per molti versi, sorprendente nella sua assenza prolungata. La struttura attuale risale al 1339-1345, quando fu ricostruita dopo la piena devastante del 1333 su progetto attribuito da Vasari a Taddeo Gaddi, discepolo di Giotto, che ne concepì le tre ampie arcate a sesto ribassato, soluzione allora innovativa e giunta sino a noi nella sua interezza.
Il cantiere che non si vede
La scelta progettuale più significativa riguarda la modalità di intervento: i lavori del primo stralcio si svolgeranno interamente dall’acqua, grazie a pontoni galleggianti ormeggiati nella zona della rampa di discesa da piazza Mentana. Le strutture saranno spostate quotidianamente secondo le necessità operative, riducendo al minimo l’impatto sulla fruizione del ponte. Un cantiere, in sostanza, quasi invisibile per tutte le persone che lo percorrono ogni giorno.
Il primo stralcio, del valore di un milione di euro, riguarda pile, spalle e rostri, ovvero gli elementi strutturali immersi o a contatto con le acque dell’Arno. Le operazioni preliminari sono partite il 25 maggio con l’allestimento del cantiere base e l’ormeggio dei pontoni. Dopo il 10 giugno inizieranno le lavorazioni direttamente sulle piattaforme galleggianti, con termine previsto per fine settembre. Come spiega il Comune, si tratta di lavori eseguibili solo durante la bella stagione, quando il livello dell’Arno è più basso.
Tre lotti, una strategia
Il progetto si articola in tre interventi distinti. Al primo stralcio sull’alveo fluviale seguirà un secondo lotto, del valore di circa 637.000 euro, dedicato al restauro e alla conservazione della pavimentazione stradale e dei muri d’ala, con cantieri esclusivamente sull’impalcato del ponte. Un terzo lotto, ancora da avviare, riguarderà arcate e prospetti e sarà finanziato con risorse private tramite Art Bonus.
Il costo complessivo dei primi due stralci ammonta a poco più di 1.637.000 euro, una cifra che ha subito un aumento rispetto alla previsione iniziale. I rilievi preliminari e il sistema di monitoraggio strutturale, anch’essi realizzati con piattaforma galleggiante nei mesi scorsi, hanno infatti evidenziato la necessità di estendere gli interventi sulla pavimentazione all’intera superficie stradale e ai marciapiedi, mentre inizialmente erano previsti solo in punti specifici.
Restaurare senza stravolgere
La filosofia del cantiere è dichiaratamente conservativa. Come precisato dal Comune, il ponte soffre dei danni tipici di un manufatto esposto agli agenti atmosferici e al flusso costante dell’Arno, piene comprese, e necessita di una pulitura accurata e del ripristino delle parti più compromesse. Le lavorazioni sono state progettate per garantire il minimo impatto, la potenziale reversibilità e la distinguibilità degli interventi, con tecniche e materiali compatibili con la natura delle antiche strutture.
Si tratta di principi cardine del restauro contemporaneo, che qui trovano applicazione su uno dei monumenti più visitati al mondo: ogni scelta tecnica deve fare i conti non solo con la materia, ma con il valore simbolico e identitario del luogo.
Una responsabilità verso il futuro
«Ponte Vecchio non è soltanto uno dei simboli di Firenze più conosciuti nel mondo: è un luogo che racconta la storia e l’identità della nostra città», ha dichiarato la sindaca Sara Funaro, ricordando che il ponte fu l’unico a sopravvivere alla distruzione tedesca del 1944. «La bellezza non si conserva aspettando che il tempo presenti il conto, si custodisce con cura, investimenti e attenzione, per mantenerla viva e consegnarla alle generazioni future.»
L’assessore alla Mobilità e Viabilità Andrea Giorgio ha inserito l’intervento in una visione più ampia: «Il restauro di Ponte Vecchio va nella direzione di preservare e valorizzare uno dei simboli di Firenze dentro una visione più ampia di manutenzione e investimento sul patrimonio cittadino.» Un restauro che arriva nell’anno in cui Firenze ha varato anche un nuovo attraversamento, il ponte dedicato alle sorelle Nencioni tra Bellariva e Gavinana. Due ponti, due epoche, una stessa cura per la città.