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A Santa Croce l’anniversario dell’alluvione del 1966 a Firenze si celebra anche con prove di sollevamento per l’Ultima Cena di Vasari

Pubblicato da Il Giornale dell’Arte, data 3 novembre 2026 – autore Gaspare Melchiorri

Sessant’anni dopo l’alluvione del 4 novembre 1966, la Basilica di Santa Croce torna a ricordare uno degli eventi più drammatici della storia recente di Firenze. Un anniversario che rappresenta non soltanto l’occasione per commemorare le vittime e quanti vissero quei giorni di devastazione, ma anche per rendere omaggio alla straordinaria mobilitazione di solidarietà che accompagnò il recupero della città e del suo patrimonio artistico.

Santa Croce fu uno dei luoghi simbolo della tragedia. Il Crocifisso di Cimabue e l’«Ultima cena» di Giorgio Vasari divennero le immagini emblematiche dei danni provocati dal fango e dall’acqua, ma anche della difficile e coraggiosa rinascita che seguì. Due opere che ancora oggi raccontano quanto fragile possa essere il patrimonio culturale di fronte alla forza della natura e quanto sia importante proteggerlo.

Proprio in questa direzione si inserisce il recente test di sollevamento dell’«Ultima cena» di Vasari, restaurata nel 2016 dall’Opificio delle Pietre Dure. L’opera è dotata di uno speciale dispositivo manuale che, in caso di emergenza, permette di sollevarla in appena undici secondi. Attraverso un sistema di contrappesi, il dipinto può essere rapidamente messo in sicurezza, evitando che un’eventuale nuova inondazione lo raggiunga. Una verifica periodica che testimonia come la lezione del 1966 sia diventata anche un impegno concreto nella prevenzione.

Le celebrazioni si concentreranno il 4 novembre.

Nella Basilica è prevista una concelebrazione presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, che da giovane partecipò ai soccorsi come «angelo del fango». Saranno presenti il cardinale Giuseppe Betori, allora giovane volontario arrivato da Roma, e l’arcivescovo Gherardo Gambelli. La cerimonia sarà dedicata alle vittime, ai cittadini che affrontarono quei giorni drammatici e a tutti coloro che contribuirono alle operazioni di soccorso e alla ricostruzione.

Al termine della celebrazione partirà una processione verso Ponte alle Grazie, dove alle 10.30 sarà deposta una corona nell’Arno, in segno di ricordo e raccoglimento.

Il programma promosso dall’Opera di Santa Croce proseguirà anche con due appuntamenti speciali, il 14 e il 21 novembre, con visite guidate intitolate «Dramma e rinascita: l’Arno e Santa Croce». Un percorso per rileggere la storia dell’alluvione attraverso i luoghi e le opere che ne conservano la memoria, ricordando che custodire il passato significa anche prepararsi al futuro


Gaspare Melchiorri, 03 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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