Cile: dopo anni torna alla luce il murale di Julio Escámez, censurato dalla dittatura di Pinochet
Rebecca Grossi – data 21 Luglio 2026
Pubblicato sul sito ILGIORNALEDELLARTE – autrice Alessia De Michelis – data 20 luglio 2026
Nel corso del Novecento, guerre, rivoluzioni e regimi autoritari hanno trasformato l’arte in un bersaglio della censura. Murali, monumenti e dipinti sono stati rimossi, distrutti o nascosti nel tentativo di cancellarne il significato politico e culturale. Tra le opere che hanno subito questo destino figura anche Principio y fin, il murale realizzato da Julio Escámez per il Municipio di Chillán, in Cile, occultato dopo il colpo di Stato del 1973 e oggi finalmente al centro di un intervento di restauro.
La storia dell’opera è strettamente legata agli eventi che hanno segnato la storia del Paese. L’11 settembre 1973 le forze armate guidate da Augusto Pinochet rovesciarono il governo di Salvador Allende con un colpo di Stato che pose fine all’esperienza della coalizione di sinistra Unidad Popular. (…) Una dittatura durante la quale repressione e censura investirono anche il patrimonio artistico del Paese. È proprio con l’arrivo del nuovo regime militare che Principio y fin – che proponeva una lettura allegorica della società cilena, mettendo al centro la quotidianità di operai e contadini e le tensioni sociali che attraversavano il Cile – venne coperta da dodici strati di intonaco, nel tentativo di cancellarne ogni traccia.
Per decenni si ritenne che il dipinto fosse andato perduto. La svolta è arrivata nel 2021, quando alcuni saggi esplorativi condotti dall’architetto Carlos Inostroza all’interno dell’edificio hanno permesso di individuarne la presenza sotto gli strati di rivestimento accumulati nel corso degli anni. L’operazione ha ricevuto una spinta decisiva nel 2024 grazie al Consejo de Monumentos Nacionales, che ha dichiarato il murale un Monumento Histórico National dal Consejo de Monumentos Nacionales. Il riconoscimento ha garantito all’opera la tutela prevista dalla legislazione cilena, consentendo l’avvio di un articolato intervento di restauro affidato a un’équipe specializzata.
Come riportato dal periodico locale «Elciudadano», Karin Cárdenas, direttrice dell’Unità per il Patrimonio Comunale, ha dichiarato: «Avere un team permanente rappresenta un passo avanti fondamentale per compiere progressi concreti nel restauro».
Il cantiere che renderà di nuovo leggibile e fruibile l’opera vittima di censura dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno.