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Assisi, quattro restauri per l’anniversario francescano

9 Ottobre 2026 | Senza categoria

Assisi, quattro restauri per l’anniversario francescano  Maria Milvia Morciano – Città del Vaticano  

Un frate sospeso nell’aria davanti all’Immacolata, una donna che perde i sensi, i presenti che alzano gli occhi e le mani. Persino un cane, ai piedi di un gentiluomo, solleva il muso verso il prodigio. Nell’Estasi di san Giuseppe da Copertino, dipinta da Andrea Benedetto Fornioni nel 1753, il rapimento del religioso diventa una scena corale, costruita attraverso lo stupore e i gesti dei testimoni. La tela, conservata nel Sacro Convento di Assisi, è una delle quattro opere per le quali la Conferenza episcopale italiana sostiene il restauro in occasione della festa di san Francesco, patrono d’Italia. La ricorrenza cade nell’Anno di San Francesco, a ottocento anni dal transito del santo, avvenuto il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola.

Il “Santo dei voli”

Andrea Benedetto Fornioni, Estasi di san Giuseppe da Copertino.

L’opera fu commissionata dai frati per l’altare della cappella dedicata a Giuseppe da Copertino nella basilica inferiore, nell’anno della sua beatificazione. Il soggetto riprende un episodio che le fonti agiografiche collocano ad Assisi nel 1645: durante un incontro con l’ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede e sua moglie, il religioso, alla vista dell’immagine dell’Immacolata, si sarebbe sollevato da terra fino a raggiungerne i piedi.
Fornioni rappresenta Giuseppe mentre si protende verso la Vergine, con le mani aperte. Il saio e il lungo cordone accompagnano il movimento, mentre l’architettura monumentale incornicia la scena. La composizione tardobarocca si organizza intorno alla diagonale del corpo sospeso di Giuseppe, cui rispondono dal basso i gesti e gli sguardi dei presenti. Si distinguono due registri: in basso, la folla, gli abiti sontuosi, i colori e le reazioni dei testimoni; in alto, tra le arcate immerse nell’ombra, il volo del religioso verso la statua dell’Immacolata. La luce si concentra sul volto di Giuseppe e rischiara quello della Vergine, suggerendo il carattere spirituale dell’incontro. Il soprannaturale prende così posto in un ambiente concreto, fra persone che reagiscono con stupore, devozione o smarrimento.

L’attuale stato di conservazione della tela ne compromette la leggibilità. Il restauro, affidato a Sergio Fusetti, prevede pulitura, consolidamento, foderatura e reintegrazione pittorica: operazioni destinate a intervenire sia sulla tenuta materiale del dipinto sia sulla possibilità di riconoscerne nuovamente figure, colori e particolari.

Francesco e la sua famiglia spirituale

Il secondo intervento sostenuto dalla CEI riguarda tre opere del Museo della Porziuncola, a Santa Maria degli Angeli: San Francesco in meditazione, San Francesco adora il crocifisso e una stampa su carta dipinta raffigurante l’Arbor Seraphica, l’albero serafico. Sono destinate alla mostra San Francesco alla Porziuncola. La parabola artistica del volto di Francesco d’Assisi nel luogo del suo transitus, visitabile fino al 25 ottobre.
I due dipinti presentano il santo raccolto nella meditazione e nell’adorazione della croce. Sono temi che nella pittura fra Cinque e Seicento acquistano particolare fortuna: l’immagine ravvicinata di Francesco, assorto nella preghiera, offre al fedele un modello di raccoglimento e di partecipazione alla Passione di Cristo.

L’Albero serafico estende invece la rappresentazione alla famiglia religiosa nata dal suo esempio. L’incisione colorata a mano, realizzata intorno al 1653-1659 da Gabriele Faber, della scuola di Avignone, raffigura un albero genealogico che riunisce i santi dell’Ordine dei Frati Minori. La ramificazione traduce in immagine la discendenza spirituale da Francesco: dalla figura del fondatore si sviluppa una storia collettiva di santità.

Per i dipinti sono previste pulitura, stuccatura, reintegrazione e manutenzione delle cornici; per la stampa, la rimozione del plexiglass e la revisione delle zone segnate da abrasioni provocate da insetti.

Alla tutela del patrimonio del Sacro Convento concorrono anche altri contributi. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sostiene il restauro della tela seicentesca Madonna col Bambino e santa Margherita di Antiochia, di autore ignoto; l’ANCI, Associazione nazionale comuni italiani,  contribuisce alla conservazione di 560 lastre dell’Archivio fotografico, databili tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Accanto alle immagini della devozione, vengono così preservate le testimonianze fotografiche della storia del complesso francescano.

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