Arturo Martini e Carrara. Donna che nuota sott’acqua

L’esposizione, che nasce come sezione all’interno della mostra Arturo Martini e Firenze, è dedicata a quel rapporto speciale che Martini, come tanti altri scultori, intrattenne con le Apuane, dove dai tempi dell’antica Roma si estraeva il marmo statuario, preferito dagli artisti per la sua purezza e luminosità. Il legame tra gli scultori del Novecento e il territorio versiliese è rinnovato dunque all’interno di questo nuovo progetto espositivo, che segue idealmente quello appena concluso e destinato a indagare il rapporto tra Henry Moore e la Toscana. Proprio in Versilia, infatti, lo scultore britannico venne in contatto con quella enorme tradizione di sapienza artigianale e artistica conservata nelle mani degli scalpellini e dei cavatori. La fascinazione per il paesaggio delle cave Apuane e per la serenità salubre del litorale tra Forte dei Marmi e Carrara contribuirono a dar vita a un duraturo sodalizio tra Moore e la comunità artistica e intellettuale locale.

“Come nel volume edito da Nonveiller si proponeva, con una ricca sequenza di immagini, un’osservazione attenta e da più punti di vista della Donna che nuota sott’acqua, così si offre qui l’opportunità rara di osservare, con la dovuta calma, questa clamorosa risposta di Martini alla statuaria del suo tempo” dichiara Lucia Mannini, curatrice della mostra. “Per ricordare la stagione di Carrara si sono scelte infatti due opere emblematiche: un dipinto, Le cave del marmo, a testimoniare la crisi creativa vissuta da Martini negli anni Quaranta e il suo avvicinamento alla pittura, e una scultura, Donna che nuota sott’acqua, che l’artista stesso definì «il fiore delle mie ricerche». A sostegno della scelta è una pagina di “Stile” nella quale Gio Ponti, nell’aprile del 1947, poco dopo la morte prematura dello scultore, pubblicava alcuni pensieri che Martini aveva espresso su carta ne La scultura lingua morta e riproduceva vicine le due opere”.

La mostra Arturo Martini e Carrara. Donna che nuota sott’acqua – in linea con una visione scientifica del museo inteso come laboratorio di ricerca e formazione – è frutto di una collaborazione tra il Museo Novecento e il Dipartimento SAGAS dell’Università degli Studi di Firenze. Nell’ambito del progetto Dall’Aula al Museo, avviato nel 2019 con il prof. Giorgio Bacci, due giovani studentesse del corso magistrale di Storia dell’arte contemporanea,

Margherita Scheggi e Valentina Torrigiani, hanno lavorato insieme a Lucia Mannini e allo staff curatoriale del Museo alla organizzazione dell’esposizione. Con tale progetto si intende, infatti, avvicinare il settore della ricerca accademica a quello della formazione museale e della divulgazione al grande pubblico, offrendo al contempo un’occasione unica di approfondimento dei grandi maestri del Novecento italiano e di valorizzazione del nostro patrimonio.

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