Da Courbet a Carrà: 151 opere ai musei dello Stato

Arte restituita ai cittadini“, dice il ministro Dario Franceschini, rivendicando l’importanza per la tutela del patrimonio del fondo ministeriale dedicato a queste acquisizioni, le cui risorse nella legge di bilancio 2018 “sono state aumentate di altri 4 milioni di euro“. E al ministro arrivano questa volta anche gli applausi dello storico dell’arte Tomaso Montanari, animatore del cartello di associazioni Emergenza Cultura. “E’ una buona notizia che ricorda agli italiani che esistono e resistono le soprintendenze che Franceschini questa volta ha ascoltato“, commenta all’ANSA il critico militante, Presidente di Giustizia e Libertà.

A scorrerne l’elenco nella serie di schede compilate dai tecnici del mistero, le opere acquisite dalla Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio con il parere favorevole del Comitato tecnico scientifico Belle Arti, fanno l’effetto di un eterogeneo tesoro, dove alle tele del Cinquecento si mescolano i piatti di porcellana con lo stemma reale, capolavoro settecentesco della Manifattura Ginori di Doccia. E persino armi, come la particolarissima “Corseca”, una sorta di lancia in ferro degli inizi del XVI secolo affidata al Polo Museale dell’Emilia Romagna per il Castello di Torrechiara a Langhirano. E ancora, c’è una collezione etnografica di quasi cento pezzi fatta di delicate statuine in legno, fibre vegetali, argilla, conchiglie che ora andrà ad arricchire la collezione del Museo Preistorico Pigorini di Roma. Ma anche una serie di disegni di Gino Severini – pure questi come la Santa Prassede di Carracci fermati dall’ Ufficio Esportazioni- che sono entrati a far parte della collezione del Gabinetto Disegni e stampe degli Uffizi.

Così come il tenero polittico a otto comparti dipinto dal trecentesco Taddeo di Bartolo per la chiesa di San Domenico da Gubbio: acquistato in prelazione grazie ad una segnalazione della soprintendenza, tornerà a Gubbio, dove farà parte dei tesori del Museo di Palazzo Ducale. A Roma, sempre su segnalazione della soprintendenza, la Galleria Nazionale di Palazzo Barberini si è aggiudicata uno splendido ritratto di Abbondio Rezzonico di Pompeo Batoni. A Venezia la Galleria dell’Accademia si arricchisce di un autoritratto del secentesco Pietro Bellotti. All’Archivio di Stato di Milano , infine, viene destinata una storica immagine fotografica del 1893 che ritrae insieme Puccini, Mascagni e Franchetti, mentre a Torino i Musei Reali acquisiscono un ‘drago da passeggio’ di Carlo Mollino in carta pieghettata e dipinta, vetro e legno.

Tutte opere strappate a oblio e dispersione. Il compito del Mibact però, sostiene Montanari, non è finito:

Per essere tutelate, per vivere davvero queste opere hanno bisogno ora di giovani storici dell’arte assunti a tempo indeterminato che le conservino, le studino, le restituiscano alla conoscenza di tutti“.

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