La partnership tra Rhizome e Google Cultural Institute

Vint Cerf, uno dei padri autentici e riconosciuti di internet, oggi evangelista di Google già nel 2015 aveva paventato, riferendosi in generale alla nostra stessa storia come umanità, il reale rischio  che “Se non si trova una soluzione il ventunesimo secolo sarà un enorme buco nero”.

Un articolo pubblicato nel febbraio 2015 da Wired diceva che la prima, vera fase della società digitale matura corre la minaccia di scomparire dalla Storia con la esse maiuscola, o almeno di rendersi a essa estremamente complessa da penetrare, perché affogherà nel mare magnum di dati fragili e “bit in putrefazione” rendendo per assurdo questi anni, e i decenni a venire, qualcosa di molto simile al Medioevo. “Quando si pensa alla quantità di documenti presenti nelle nostre vite quotidiane e immagazzinati in forma digitale – ha sottolineato Cerf, inventore del protocollo TCP/IP insieme a Bob Kahn – come le e-mail, i tweet e tutto il web, è chiaro che potremmo perdere una grossa fetta della nostra storia. Non vogliamo che le nostre vite digitali scompaiano. Se vogliamo preservarle dobbiamo assicurarci che gli oggetti digitali che creiamo oggi siano ancora accessibili nel futuro”.

E ancora: “Pensando a mille, tremila anni nel futuro, dobbiamo domandarci: come preserveremo tutti i bit di cui avremo bisogno per interpretare correttamente gli oggetti che abbiamo creato? Senza neanche rendercene conto, stiamo gettando tutti i nostri dati in quello che rischia di diventare una sorta di deserto digitale dell’informazione. Nei secoli a venire chi si farà delle domande su di noi incontrerà delle enormi difficoltà, dal momento in cui la maggior parte di ciò che ci lasceremo dietro potrebbe essere solo bit non interpretabili”.

Due anni dopo venne annunciata, nel luglio  dell’anno scorso, una collaborazione  con la società Rhizome  finalizzata alla conservazione nel tempo delle opere d’arte digitali. Un portentoso e “inquietante” sito  raccoglie da allora e non smette di evolversi, una vera e propria Net Art Antology.

Sono 100 i casi che nel sito sono descritti. Il sito si raggiunge a questa URL https://anthology.rhizome.org/

Ne ri-parleremo presto …

 

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